Legge di Bilancio 2026: in materia di lavoro e previdenza, poche luci e molte ombre (specie sulle pensioni)

Qualche luce e molte ombre nella Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199). Tra le prime da segnalare lo sgravio contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato, gli incentivi per favorire l’occupazione delle lavoratrici madri, il rafforzamento della disciplina in materia di congedi parentali e di congedo di malattia per i figli minori e la proroga dell’APE sociale fino al 31 dicembre 2026. Le seconde riguardano soprattutto (ma non solo) il regime pensionistico. Dal 2027 torna infatti l’aumento automatico dell’età pensionabile (+1 mese nel 2027; +3 mesi complessivi dal 2028) e scompare la proroga per Opzione Donna e Quota 103, per chi non ha maturato i requisiti entro il 2025. Viene anche eliminata la possibilità di utilizzare la previdenza complementare per raggiungere prima l’importo minimo necessario alla pensione. Per promuovere la previdenza complementare, si estende il meccanismo del silenzio‑assenso (entro 6 mesi) per il conferimento del TFR anche ai lavoratori già in forza, non solo ai neoassunti (com’è stato fino ad oggi). Preoccupano anche le misure di detassazione degli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali, perché non viene specificato né il livello della contrattazione né la rappresentatività dei soggetti firmatari: un ennesimo incentivo al dumping contrattuale.