Grave decisione della Corte costituzionale sulla condanna del lavoratore al pagamento delle spese processuali

La Corte costituzionale con la sentenza n. 268/2020 respinge le questioni di costituzionalità sollevate dalla Corte d’Appello di Napoli relative al regime delle spese processuali in materia di lavoro e previdenza, irrigidito a svantaggio dei lavoratori dalle riforme degli ultimi anni. In particolare, i giudici delle leggi giudicano inammissibile la questione sollevata in relazione all’art. 91, comma 1, secondo periodo del c.p.c (ingiustificato rifiuto di proposta transattiva della controparte) mentre ritengono infondata la questione relativa all’art. 420, comma 1, c.p.c. (ingiustificato rifiuto della proposta conciliativa nel processo del lavoro). Nel giungere a queste conclusioni la Corte enuncia preoccupanti ed opinabili principi che svuotano la portata delle norme costituzionali di tutela del lavoratore come “parte debole”, legittimando il principio della par condicio processuale (anche) nel processo del lavoro.